Scuola, i presidi chiedono a genitori e insegnanti di non utilizzare le chat di classe su WhatsApp

I presidi delle scuole attaccano i famigerati ‘Gruppi WhatsApp’ creati dai genitori: “aumentano in modo considerevole i conflitti nelle scuole, troppo spesso i genitori li utilizzano in modo esagerato e offensivo”.

Un caso emblematico è avvenuto in una scuola dell’hinterland milanese: un vero e proprio interrogatorio via chat sull’epidemia da pidocchi all’interno di una classe. Una mamma voleva ‘scoprire’ il bambino ‘untore’: “Perché signori, è la terza volta, qui qualcuno ha un chiaro problema di igiene e voglio sapere chi è”. Ma non è l’unico caso in cui i genitori si mostrano senza controllo su queste chat, il repertorio è lungo e molto variegato e va dalle accuse agli insegnanti alle antipatie fra genitori fino ad arrivare anche a commenti offensivi sui bambini.

E così quello che dovrebbe essere un valido strumento per lo scambio di importanti informazioni per il buon funzionamento della classe rischia di diventare una vera e propria polveriera.

Un preside di un Istituto Comprensivo di Milano, ha mandato una lettera a tutti i genitori per metterli in guardia sull’uso scorretto di questi gruppi e ha convocato un’assemblea ad hoc sul tema. “In chat – spiega – questioni nate dal nulla possono trasformarsi in problemi enormi. Sono una cassa di risonanza micidiale e pericolosa: in tanti scrivono con leggerezza, senza riflettere sulle conseguenze”.

Un altro dirigente, sempre nel milanese, racconta come spesso sia stato costretto a moderare furibonde liti fra genitori e polemiche contro insegnanti, dopo che i genitori si erano presentanti a scuola con la stampa della conversazione avvenuta in chat. E visto che alla fine ad andarci di mezzo sono quasi sempre gli insegnanti, con una circolare interna ha categoricamente vietato ai docenti di partecipare alle discussioni di gruppo via chat, sottolineando la riservatezza cui sono tenuti e specificando che: “La comunicazione corretta fra insegnanti e genitori avviene tramite diario; lo scambio di mail e telefono cellulare può essere accettato solo fra insegnanti e rappresentanti di classe per informazioni urgenti”.

Il meccanismo è semplice: i genitori si incontrano per la prima volta all’assemblea di classe, e, una volta eletto il rappresentante, questo nella stragrande maggioranza dei casi propone la creazione di un gruppo Whatsapp per facilitare il recupero di informazioni e qualsiasi altro tipo di comunicazione da e per i genitori. Ed è vero, la comunicazione via chat annulla di fatto i tempi di comunicazione, che prima dell’ausilio di tale strumento erano certamente molto più dilatati. Il problema però nasce quando, risucchiati dal perverso meccanismo per il quale non avendo l’interlocutore davanti si fatica a misurare le parole o si fraintendono frasi magari scritte in fretta, le polemiche diventano all’ordine del giorno, sfociando spesso in vere e proprie risse fra genitori.

E allora cosa fare?

Molto spesso qualche piccolo accorgimento, anche pratico, è molto importante in termini di prevenzione in tutte quelle situazioni nelle quali potrebbero trovarsi i ‘navigatori’ inesperti. Internet non va demonizzato: va conosciuto. Come ogni potente strumento nasconde moltissime insidie, ma anche altrettante possibilità di utilizzo con fini assolutamente positivi e utili.

Di seguito riportiamo un utile e simpatico decalogo che abbiamo reperito in rete e che potrà certamente far riflettere sull’oculata e corretta gestione di questo utilissimo strumento:

  • La chat del ‘gruppo classe’ deve servire per scambiarsi informazioni relativa alla vita scolastica della classe, non per spiattellare in pubblico i problemi personali, dei figli o di parenti e amici.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è una riunione di condominio. Le beghe personali con insegnanti, personale scolastico o altri genitori vanno lasciate ai messaggi privati.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è la propria pagina Facebook o il proprio profilo Twitter. Gattini, cagnolini, neonati… andrebbero evitati, a meno che il postare foto o link inerenti questi temi non sia d’aiuto e supporto per le attività svolte in classe.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è il luogo adatto in cui sperimentare tutte le nuove emoticon scaricate di recente.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è un ritrovo di adolescenti. Slang, faccine, cuoricini… possono tranquillamente essere evitati per buona pace di tutti.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non serve per creare eventi privati in cui invitare tutti a feste, compleanni, colazioni, cene, vacanze… a meno che si tratti di eventi di classe organizzati a scuola.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è lo studio del pediatra. Chiedere un consiglio medico è lecito, informare i genitori di eventuali patologie (infettive e non) contratte dai propri bambini, va bene. Aggiornare in tempo reale i presenti sul bollettino medico del proprio figlio è decisamente fuori luogo.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è una vetrina in cui sponsorizzare il proprio blog, ecommerce, attività…
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è un canale Youtube. Le prodezze del proprio bambino sulla neve, in piscina, al mare, a danza…, fondamentalmente, non interessano nessuno.
  • La chat del ‘gruppo classe’ non è lo studio dell’avvocato divorzista. I panni sporchi meglio lavarli in casa (la propria).

A buon intenditor poche parole…

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