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Bullismo e CyberbullismoCos'è il bullismo?
La definizione, prelevata dalla Rete, recita testualmente:

Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l'atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi.

Il bullismo è quindi uno dei fenomeni più odiosi e seri dei nostri tempi. A dire la verità, però, il bullismo, o più semplicemente la "prepotenza tra pari", non è un fenomeno nuovo, è sempre esistito in età adolescenziale, sia a scuola che nei luoghi di ritrovo quali parrocchie o campi sportivi. Il problema è che ciò che sta accadendo ai giorni nostri ha abbondantemente superato il limite di guardia, producendo nell'intera società un marcato senso di inquietudine e preoccupazione.

I motivi di questo drastico peggioramento sono sicuramente molteplici ma in questo caso ne prenderemo in considerazione uno in particolare, e cioè il cyberbullismo, ossia il bullismo perpetrato tramite l'utilizzo di Internet e Social Network.

Cos'è allora il cyberbullismo?
Anche qui preleviamo la definizione dalla Rete:

Il cyberbullismo (ossia "Bullismo online") è il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante la rete. I giuristi anglofoni distinguono di solito tra il cyberbullying (cyberbullismo), che avviene tra minorenni, e il cyberharassment ("cybermolestia") che avviene tra adulti o tra un adulto e un minorenne.

Uno dei motivi che determina la rapida e massiccia diffusione del cyberbullismo, in particolar modo tra gli adolescenti, deriva principalmente dal fatto che l'utilizzo dei mezzi elettronici determina in chi lo attua una marcata forma di sottovalutazione della gravità e delle conseguenze per i seguenti motivi:

L'illusione dell'anonimato
Il bullo digitale, nell'intimità circoscritta dai quattro muri casalinghi, e all'oscuro del fatto che nessuna informazione digitale transita senza lasciare chiare tracce riconducibili all'autore, ha l'illusione di restare anonimo. E' più che evidente che tale illusione elimini, o quantomeno indebolisca, quei freni inibitori che in una discussione nella vita reale porterebbero certamente il molestatore a contenersi nei modi e nelle parole.

Estrema e rapida diffusione delle informazioni
Con un semplice click e in un lasso di tempo praticamente nullo, un'informazione, una foto o un filmato possono essere visualizzati da centinaia o migliaia di persone.
La velocità e la capillarità della diffusione sono regolati da un algoritmo esponenziale che moltiplica a dismisura le visualizzazioni man mano che l'informazione viene 'passata' e condivisa.

Estrema difficoltà nell'eliminare le informazioni dalla Rete
Una volta che il cyberbullo invia l'informazione ne perde il controllo. Nelle vastissime e complesse maglie della Rete Internet, l'informazione non solo può essere ritrasmessa più volte dagli utenti moltiplicandone a dismisura le visualizzazioni e i siti nei quali questa risiede, ma potrebbe ad esempio anche essere salvata localmente nei personal computer tramite un printscreen e ricomparire a distanza di tempo, vanificando eventuali sforzi fatti fino a quel momento da parte di Provider e forze dell'ordine per rimuoverla.

Difficile individuazione del cyberbullo
Per la vittima, a meno che il cyberbullo non si manifesti volutamente, è molto difficile risalire all'autore di un attacco mediatico ai propri danni. Come detto precedentemente, nessuna informazione digitale transita senza lasciare chiare tracce riconducibili all'autore, ma queste tracce quasi sempre sono rintracciabili solo ed esclusivamente tramite un'azione giudiziaria con tutte le conseguenze che ne derivano.

Assenza di limiti spaziotemporali
A differenza del bullismo 'tradizionale' che di norma avviene in luoghi e momenti specifici, come ad esempio un contesto scolastico o sportivo, il cyberbullo può raggiungere la sua vittima in modo capillare e continuo utilizzando i molteplici mezzi elettronici a disposizione quali ad esempio blog e social network, amplificandone l'effetto negativo mediante la condivisione istantanea delle vessazioni con i propri amici e gli amici della vittima.

E' interessante anche notare come l'influenza esercitata dalla rete e dai social network sul preoccupante aumento degli atti di bullismo venga data per scontata dalla maggior parte della popolazione. Ne sono convinte in particolare le persone con più di 65 anni di età e con meno pratica e confidenza con gli strumenti digitali, confermando l'idea che il bullismo e il cyberbullismo spaventino soprattutto chi ne ha notizia solo attraverso i media.

 

Gianbruno Panizzutti - Presidente Associazione Protetti in Rete

Pubblicato il: 10 marzo 2017

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