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“Una vita da social”, al via campagna per la sicurezza sul web rivolta a giovani

Centinaia i ragazzi in Piazza del Quirinale per l’avvio alla campagna educativa “Una Vita da Social”. Organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per sensibilizzare i più giovani sui rischi e i pericoli della rete, il progetto coinvolgerà fino al 5 giugno prossimo 59 città italiane. Con il contributo delle maggiori società del web è stato allestito un truck di oltre 18 metri che diventerà un’aula multimediale itinerante che si fermerà nelle piazze dove personale della Polizia postale incontrerà studenti, insegnati e genitori per offrire consigli su una navigazione sicura. Tra i soggetti che partecipano alla campagna c’è Skuola.net che per l’occasione pubblica i dati di un’indagine su un campione di 10mila studenti. Secondo quanto emerge dallo studio, social e web sono ormai parte integrante della vita dei ragazzi: 9 su 10 si connettono autonomamente da uno smartphone, il 60% lo fa anche da scuola. E WhatsApp partecipa alla vita scolastica: l’85% dei ragazzi infatti fa parte di un gruppo condiviso con i compagni di classe. Ma sono in aumento i casi di cyberbullismo: 2 ragazzi su 3 lo temono e la metà ne è già venuta in contatto. 1 SU 3 SOCIAL IN BARBA AL PROF – Quasi il 15% degli studenti si connette ai social anche da scuola, ogni volta che vuole, indipendentemente dalla presenza del prof in classe. Della serie: la sconfitta deldivieto di uso dei telefonini a scuola voluto dal Ministro Fioroni. Un ulteriore 15% invece si dimostra più prudente, aspettando di trovare il prof più distratto. Invece il 25% aspetta la ricreazione o altri momenti senza prof in aula per ritornare sugli amati social. FONDAMENTALISTI SOCIAL – I social network sono ormai diventati uno strumento di comunicazione di cui non si può fare a meno. Solo 1 studente su 5 afferma che i social hanno un ruolo marginale nelle relazioni sociali con compagni e amici. Infatti quasi l’85% appartiene ad un gruppo classe su WhatsApp, con il quale scambiare contenuti divertenti ma anche messaggi su studio e compiti. MAMMA HO PERSO LA CONNESSIONE – Oltre la metà degli studenti spende sui social network più di un’ora al giorno. Addirittura 1 su 4 confessa di essere sempre connesso, rispondendo prontamente ad ogni notifica proveniente da smartphone, tablet o pc. Per questo bisogna sempre disporre di una connessione internet. Quando il telefonino non riesce ad accedere a internet, 1 su 6 ammette di provare un senso d’ansia e di prodigarsi per trovare una zona dove c’è campo. CYBERBULLISMO – Questa full immersion però presenta un rischio che spaventa un po’ tutti, ovvero quello del cyberbullismo. Circa 2 ragazzi su 3 sono preoccupati per l’aumento di questi fenomeni.Quasi la metà degli studenti, poi, ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo. Per questo motivo 4 su 5 accoglierebbero con favore incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social. LA RISPOSTA SOCIAL -Dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, la Polizia di Stato ha deciso di ripetere l’iniziativa Una Vita da Social. Un’aula itinerante allestita su un camion visiterà circa 60 città italiane. In queste città gli studenti, grazie alla collaborazione delle scuole, potranno assistere a lezioni organizzate dagli esperti della Polizia che spiegheranno come usare consapevolmente i social. Lo scorso anno sono stati coinvolti circa 100.000 studenti nelle piazze e 400.000 nelle scuole, 15.000 genitori, 8.000 insegnanti per un totale di 1.800 Istituti scolastici, 9.000 km percorsi e 42 città raggiunte sul territorio. Inoltre in occasione di questi incontri, sarà anche possibile incontrare personaggi famosi pronti a condividere la loro esperienza. Lo scorso anno si sono infatti avvistati personaggi come Pif, Rocco Hunt e molti altri ancora.

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