Categoria: FAQ

ElsaGate – Genitori, non utilizzate YouTube come BabySitter

Cos’è ElsaGate ElsaGate è la definizione di una problematica legata a numerosi video presenti nelle piattaforme YouTube e YouTube Kids classificati come “child-friendly” ma che contengono temi e immagini totalmente inappropriate per il pubblico ai quali si rivolgono, e cioè i bambini. I video appartenenti a questa ‘categoria’, infatti, presentano molto spesso contenuti con pornografia, pedofilia, feticismo, utilizzo di droghe e alcol, uso di armi, automutilazione, insetti e animali spaventosi, ecc. il più delle volte accompagnati a sottofondi musicali altrettanto traumatizzanti. I protagonisti sono molto spesso personaggi ben conosciuti dai bambini come Superman, Topolino, Tom & Jerry, Peppa Pig, Frozen e molti altri utilizzati senza autorizzazione legale. Proprio la protagonista di Frozen, Elsa, ha dato nome al fenomeno poiché è stato uno dei primi e più diffusi personaggi utilizzati in questi video nelle situazioni più devianti, spesso rappresentata sessualmente molestata e oggetto di violenze. Il termine stesso è composto da Elsa e Gate (un suffisso per gli scandali). Come funziona Nonostante le politiche di restrizione di YouTube, questi video spesso riescono ad aggirare gli algoritmi di sicurezza studiati apposta per selezionare i contenuti per bambini, approdando oltre che nella piattaforma YouTube anche in quella più specifica YouTube Kids. Per catturare...

5 filtri per la navigazione sicura dei bambini

Con la rapida evoluzione delle nuove tecnologie, e con la sempre più massiccia e capillare diffusione degli strumenti ad esse legati, è sempre più necessario puntare sull’ambiente educativo per mettere al sicuro la propria famiglia, in particolare i figli. I ragazzini sempre più spesso accedono a queste nuove tecnologie e, oltre ai pericoli legati ad un errato utilizzo, potrebbero sviluppare una certa dipendenza all’utilizzo. È compito del genitore proteggerli se ancora piccoli. Esistono molti di software per ‘aiutare’ i genitori in questo arduo compito e in questo articolo ne prendiamo brevemente in considerazione 5 dei più diffusi, lasciando al lettore la possibilità di approfondirne la conoscenza. Qustodio Primo assoluto è Qustodio, un software installabile su qualsiasi dispositivo: Mac, Windows, iOS, Android, Amazon Kindle (ne abbiamo parlato in modo specifico in questo articolo). I genitori possono utilizzarlo tramite l’app da smartphone o tramite il Portale Famiglia sul web per monitorare l’attività dei ragazzi in tempo reale. E’ possibile sapere quanto tempo i nostri ragazzi trascorrono online, in quali siti o applicazioni e attivare numerosi filtri per limitare o bloccare contenuti inappropriati, anche nella modalità di navigazione privata. Il software fornisce precisi e completi report relativamente ai tempi e alle tipologie di...

Gdpr e Scuola: difficoltà e opportunità con il nuovo regolamento sulla privacy

Oltre alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni, anche gli Istituti Scolastici dovranno ottemperare alle direttive e agli obblighi imposti dal GDPR. La maggiore preoccupazione delle istituzioni scolastiche è l’obbligatorietà della nomina del DPO (Data Protection Officer), ossia del responsabile della protezione dei dati che, qualora dovesse essere un soggetto interno, sottrarrà importanti e fondamentali risorse umane alla scuola. E’ molto probabile però, viste le direttive del nuovo regolamento UE sulla privacy n. 679/2016 che richiedono per il DPO conoscenze specialistiche, che tale nomina debba essere fatta esternamente, obbligando in questo caso la Scuola ad una importante impegno economico aggiuntivo. I dirigenti scolastici sottolineano e lamentano come tutta una serie di adempimenti burocratici imposti alle scuole, non ultimo proprio l’adeguamento al GDPR, portino le istituzioni scolastiche a trascurare quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario della Scuola, e cioè l’educazione e l’istruzione dei nostri ragazzi. Noi però pensiamo che il nuovo regolamento sulla privacy possa e debba essere visto dalle scuole anche come una opportunità. Va colta l’occasione per fare un po’ di ordine e chiarezza sulla enorme quantità di dati, anche sensibili, che le scuole trattano nell’ambito dei trattamenti legati alle molteplici attività svolte. I dati vanno memorizzati e protetti secondo...

Il questore di Venezia applica per la prima volta la procedura di ammonimento nei confronti di 4 cyberbulli

Quattro cyberbulli minorenni del veneziano di 14 e 15 anni vengono richiamati e ammoniti dal questore di Venezia. I fatti: Una ragazzina di 14 anni, sospettata dai 4 cyberbulli di aver fatto la spia relativamente ad alcuni disordini avvenuti qualche tempo prima tra i banchi di una scuola del centro storico, prima l’hanno esclusa dal gruppo WhatsApp di classe, e successivamente, nella stessa chat, l’hanno ripetutamente denigrata e minacciata. La ragazzina, avvertita da una compagna di classe di quello che stava succedendo nel gruppo WhatsApp, segnala il caso alle Forze dell’Ordine. Le conseguenze: I quattro ragazzini colpevoli vengono sospesi da scuole 15 giorni e ricevono un ammonimento dal questore di Venezia. In cosa consiste l’Ammonimento del questore: L’Ammonimento da parte del questore è una azione di carattere preventivo e rieducativo e consiste in un vero e proprio ‘avvertimento’ nei confronti di ragazzi over 14 che non abbiano ancora compiuto la maggiore età a sospendere eventuali azioni di cyberbullismo prima che scatti una denuncia. La procedura di Ammonimento è stata introdotta dalla Legge 29 maggio 2017 n. 71 recante “Disposizione a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, in vigore dal 18 giugno 2017. Si...

ThisCrush e cyberbullismo

ThisCrush è un nuovo social network che sta creando non pochi problemi agli adolescenti per i contenuti, spesso a sfondo sessuale, basati sugli insulti. Pensato per aiutare i più timidi a parlare di questioni amorose, letteralmente ThisCrush significa “questa cotta”, il social permette di inviare messaggi in modo anonimo e quindi di iniziare una discussione con la persona desiderata senza esporsi direttamente. Purtroppo però molti lo stanno utilizzando per inviare messaggi offensivi e denigratori arrivando fino a veri propri atti di cyberbullismo. ThisCrush ha una considerevole fetta di utenti con età compresa tra i 12 e i 15 anni. Spesso e volentieri questi ragazzi vengono raggiunti da insulti pesanti dai propri coetanei per quello che hanno postato e molti di loro arrivano anche a pubblicare le discussioni su Instagram, chi per denunciare l’accaduto, chi per sottolineare agli amici come ha risposto a tono e con prontezza agli insulti ricevuti. Il funzionamento nella sua pericolosità è molto semplice: in pratica, dopo aver letto il post e visto le immagini che un utente ha inserito, chi vuole, tramite messaggi anche anonimi può iniziare ad insultare e fare battute dando il via ad una vera e propria gogna mediatica. Ad acuire la pericolosità...

Qual è l'app migliore per l'antivirus?

Qual è l’app migliore per l’antivirus?

Domanda pervenuta al nostro sito a seguito di un incontro con le classi I medie delle scuole di Conegliano: Qual è l’app migliore per l’antivirus? Risposta: Se ci chiedi una app immagino sia per installare un antivirus sul tuo smartphone. Personalmente sul mio ho installato la versione gratuita dell’app antivirus ‘Eset Mobile Security & Antivirus’, che io ritengo sia una delle migliori. Se invece devi installare un antivirus su un notebook o desktop, puoi installare la versione gratuita di ‘Avira Antivirus’. Ce ne sono moltissimi altri, specialmente per desktop, e tutti o quasi tutti prevedono una versione gratuita e più o meno le stesse caratteristiche. La caratteristica che va certamente tenuta in considerazione è la ‘pesantezza’, ossia quanto l’antivirus una volta installato rallenta il computer. Va sottolineato comunque che l’antivirus, per quanto possa essere buono e performante, non ti metterà mai nelle condizioni di essere sicuro al 100% da eventuali ‘infezioni’, l’unico vero antivirus è la prudenza e il controllo sistematico dei contenuti che ricevi, delle pagine che visiti e dei link che clicchi.

Chi o cosa sono i 'Millennials'?

Chi o cosa sono i ‘Millennials’?

Domanda di uno studente di III media durante un incontro con le scuole: Chi o cosa sono i Millennials? Risposta: I ‘Millennials’, detti anche ‘Generazione Y’ sono i giovani nati tra gli anni 80 e gli anni 2000. Sono caratterizzati da una notevole familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. Costituiscono un pubblico di circa undici milioni di italiani potenzialmente interessante dal punto di vista economico. Dalla ricerca “Discovering Millennials” realizzata da Nielsen per Yahoo emerge che il 55% dei ‘Millennials’ vive ancora in casa con i genitori anche se non tutti lo fanno per reali esigenze economiche: il 26% sceglie di rimanere con i genitori per assicurarsi uno tenore di vita più alto, mentre il 17% lo trova più comodo per non occuparsi della gestione della casa. Il 16% vive invece da solo, un altro 16% ha formato una nuova famiglia senza figli e solo il 13% ha uno o più bambini. Non è semplice per le aziende ‘raggiungere’ i ‘Millennials’: la metà degli intervistati dichiara di essere disposta modificare le proprie scelte d’acquisto in favore di sconti e promozioni; solo 1 ‘Millennial’ su 5 esprime la propria fedeltà alla marca. La strada per conquistarli è...

Wattpad è anche un Social Network?

Wattpad è anche un Social Network?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Wattpad è anche un Social Network? So che si utilizza principalmente per leggere” Risposta: ‘Wattpad’ è una piattaforma online dove un autore, anche alle prime armi, può pubblicare uno scritto e farlo giudicare. Il meccanismo è semplice: scrivi il racconto, decidi se caricarlo capitolo per capitolo in modo da ricevere progressivi e costanti feedback, e un algoritmo determina la popolarità del tuo racconto, inserendolo in una sezione denominata ‘What’s Hot’ da dove poi viene letto e giudicato dalla comunità. ‘Wattpad’ non è solo una semplice piattaforma dove caricare i propri racconti, ma una vera e proprio comunità, spesso definita un “social network” dagli addetti ai lavori per la capacità di creare “reti sociali” online. I fan non si scambiano solo commenti online, ma si incontrano anche offline, nascono amicizie, legami e contatti anche professionali. Solo per dare qualche numero, ‘Wattpad’ conta attualmente oltre 40 milioni di utenti, con un ritmo di crescita di un utente al secondo e oltre 80 milioni di storie pubblicate in oltre 50 lingue. I suoi utenti passano oltre 9 miliardi di minuti al mese sulla piattaforma e l’85% del suo traffico arriva dal mobile....

Cosa significa 'Whatsapp'?

Cosa significa ‘Whatsapp’?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Cosa significa ‘whatsapp’?” Risposta: Il termine ‘whatsapp’ è l’esatta pronuncia della frase “what’s up?”, espressione colloquiale utilizzata quando si incontra un’altra persona alla quale si vuole chiedere come sta, come vanno le cose, che novità ci sono, ecc. Il termine ‘whatsapp’ ha anche il pregio di essere orecchiabile  e facile da ricordare.

Vorrei qualche informazione in più sui Social Network 'Ask' e 'Snapchat

Vorrei qualche informazione in più sui Social Network ‘Ask’ e ‘Snapchat

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Vorrei qualche informazione in più sui Social Network ‘Ask’ e ‘Snapchat’” Risposta: E’ un Social Network che consente agli utenti di porre domande ad altri utenti. Si può scegliere di inviare la domanda in modalità anonima o con il proprio nome. Il profilo è pubblico, va prestata molta attenzione a cosa si posta. A metà del 2013 vari quotidiani internazionali hanno posto l’attenzione sul problema del cyberbullismo all’interno del sito. Tale fenomeno è accentuato dal fatto che le domande poste sui profili degli altri utenti si presentano, quasi sempre, in forma anonima; dunque per chi utilizza il sito non è possibile risalire all’identità di chi pone tali domande. Per attivare un profilo Ask gli utenti devono avere almeno 13 anni. Snapchat E’ una App di messaggistica istantanea che consente di mandare foto o brevi video di 10 secondi detti Snaps, che si eliminano dopo la visualizzazione. Offre inoltre una funzione per realizzare degli album condivisi in cui caricare foto e video con i propri amici (si chiamano “storie”) e consente di chattare in tempo reale sia testualmente che in video. Se la foto o il breve video sono inviati...

Cos'è Periscope?

Cos’è Periscope?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Cos’è Periscope”? Risposta: Periscope è la nuova applicazione di Twitter per trasmettere in diretta una ripresa fatta con il proprio smartphone. L’app è disponibile per iPhone e Android e se ne sta discutendo molto, sia per gli esperimenti più vari che stanno provando i suoi primi utenti, sia per il modo in cui potrebbe cambiare il modo di comunicare attraverso i social network. In pochi giorni Periscope è entrato nella classifica delle prime cento applicazioni gratuite dell’App Store e si è messo a fare concorrenza a Meerkat, un sistema simile per trasmettere video in diretta dal proprio smartphone sempre sfruttando Twitter.

E' vero che Whatsapp può essere utilizzato dai minori di 16 anni se si ha il permesso dei genitori?

E’ vero che Whatsapp può essere utilizzato dai minori di 16 anni se si ha il permesso dei genitori?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “E’ vero che Whatsapp può essere utilizzato dai minori di 16 anni se si ha il permesso dei genitori”? Risposta: Sì, è vero, nei termini e nelle condizioni d’uso della nota applicazione, WhatsApp è vietata ai minori di 16 anni principalmente per problemi di privacy. Diverse statistiche confermano che i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni non hanno nessun rispetto per la privacy, di conseguenza l’invio di foto e video imbarazzanti potrebbe diventare virale e danneggiare l’intimità delle persone, in particolar modo dei minorenni, con conseguenze molto spesso gravi. Come sempre accade in questi casi, la responsabilità è dei genitori. Proprio per questo nelle condizioni contrattuali di WhatsApp si legge che: “Non è consentito utilizzare il servizio di WhatsApp ai minori di 16 anni, salvo consenso dei genitori o del tutore legale”. Pertanto, chi volesse rimanere in regola e poter utilizzare la nota applicazione, può farlo attraverso il consenso dei propri genitori o del tutore legale.

Perchè se WhatsApp è vietato ai minori di 16 anni, nel Play Store di Google è classificato PEGI 3?

Perchè se WhatsApp è vietato ai minori di 16 anni, nel Play Store di Google è classificato PEGI 3?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Perchè se WhatsApp è vietato ai minori di 16 anni, nel Play Store di Google è classificato PEGI 3”? Risposta: La App di WhatsApp è classificata PEGI 3 probabilmente perchè tale classificazione si riferisce alla definizione letterale del PEGI 3 che riporta: “Il contenuto dei giochi a cui è assegnata questa classificazione è ritenuto adatto a tutti i gruppi di età. Essi possono contenere violenza se inserita in un contesto comico (come le forme di violenza da cartoni animati tipiche di Bugs Bunny o Tom & Jerry). Il bambino non deve associare i personaggi presenti sullo schermo a personaggi della vita reale; essi devono essere totalmente di fantasia. Il gioco non deve contenere rumori o immagini che possano spaventare o impaurire i bambini piccoli. Non devono essere presenti espressioni volgari”. Le classificazioni PEGI sono riportate sul fronte e sul retro delle confezioni e indicano una delle seguenti età: 3, 7, 12, 16 e 18. Esse rappresentano un’indicazione affidabile sull’adeguatezza del contenuto del gioco in termini di protezione dei minori. La classificazione in base all’età non tiene conto del livello di difficoltà o delle abilità necessarie per utilizzare...

Il gioco 'My talking Tom' è un gioco pericoloso?

Il gioco ‘My talking Tom’ è un gioco pericoloso?

Domanda di uno studente di 1 media durante un incontro con le scuole: “Il gioco ‘My talking Tom’ è un gioco pericoloso”? Risposta: La App ‘My talking Tom’ è classificata come PEGI 3. Il gioco in pratica consiste nell’adottare un gattino ed aiutarlo a farlo diventare un bel gattone. Bisogna prendersene cura, dargli un nome e farlo diventare parte della propria vita quotidiana nutrendolo, giocando con lui e seguendolo nella sua crescita. E’ possibile decidere come vestirlo scegliendo da un’ampia gamma di colori di pelliccia e altri accessori. E’ possibile decorare la sua casa e guardare come gli altri hanno decorato la loro casa My Talking Tom. Il gioco in definitiva consiste nel far diventare il gatto Tom perte della propri vita quotidiana e non contiene particolari pericolosità, a patto naturalmente di non trascorrere troppo tempo a giocarci.